La prima volta non si scorda mai

17/09/2019 Bundesliga |  Autore: Sergio Sorce

Ecco la vittoria che aspettavamo tutti, quella contro l’Amburgo nell’inferno della Zweite Liga. E’ stato un derby accesissimo, non solo sugli spalti, una partita giocata come se ogni azione fosse l’ultima mano a poker e alla fine ad arraffare tutto sono stati i pirati di St. Pauli. E’ stato un match che ci ha detto che da centrocampo in su’, tra la velocità di Conteh, gli strappi di Miyaichi, i dribbling di Dæhli, in grado di creare superiorità numerica in qualsiasi momento, e l’opportunismo di Diamantakos, siamo una delle squadre più forti del campionato.

Questo se i reparti sono stretti e manteniamo il baricentro alto. Quando subentra la stanchezza, perché un’aggressività del genere e un pressing forsennato sono dispendiosi, e perdiamo lucidità, abbassandoci e portando l’ospite davanti all’uscio della porta di Himmelmann, abbiamo dimostrato di non essere una squadra capace di difendersi. Di soffrire sì, ma la sofferenza può attraversare (brevi) fasi della partita, non può essere una costante prolungata nell’economia dei 90 minuti.

Si parte forte al 12° con una botta da fuori area di Lawrence. Sono le prove generali del gol che arriva al 18° quando Diamantakos arriva prima di tutti sul pallone colpito di testa da Knoll e respinto dal palo: 1-0 e delirio al Millerntor.

Il vantaggio dà verve ai boys and brown che sulle fasce sembrano imprendibili, soprattutto nelle ripartenze. L’Amburgo però è vivo e ci prova prima con una bomba di Hinterseer, che risponde a Becker, e poi con una prodezza balistica di Kittel che con una volé di destro costringe Himmelmann a sfiorare il pallone sulla traversa.

Il primo tempo si conclude e i due pugili tornano nei rispettivi angoli. Nella ripresa è subito l’Amburgo a provarci al 49° col cross di Kinsombi per la testa di Jatta, migliore in campo e vera spina nel fianco, che sfiora il pareggio di testa. Tre minuti più tardi Himmelmann compie un miracolo su Hinterseer, distendendosi a deviare un tap in a colpo sicuro. E’ il momento migliore degli ospiti; al St. Pauli non rimane che incassare la raffica di colpi e qualche sfuriata offensiva necessaria a non crollare al tappeto. Qualcuno lassù ha deciso che sarà una serata storica per i braun weiss e al 56°, per la serie “questo lo segnavo anch’io”, Hinterseer a cinque metri dalla porta vuota alza sopra la traversa un pallone con scritto “spingimi” gentilmente offerto da Kinsombi.

Il St. Pauli, schiacciato nella propria area, risponde con qualche folata per alleggerire la pressione dell’Amburgo e una di queste porta a un fallo per respirare. E’ il minuto 63 quando uno schema su calcio di punizione offre a Knoll la ghiotta occasione; il centrocampista non ha un bel controllo e manca la battuta a rete ma ci penso il goffissimo intervento di Van Drongelen a far esplodere la Nord: 2-0!

E’ il gol che cambia nettamente l’inerzia della partita perché l’Amburgo s’imbruttisce e il St. Pauli manca più volte il tris; prima è il neo entrato Penney a non inquadrare la porta con un diagonale sinistro, poi Miyaichi sfiora il palo di testa su cross di Diamantakos. All’80° Diarra lancia il bomber greco da solo davanti al portiere ma Diamantakos si fa stoppare da Heuer Fernandes. All’82° palo di Dæhli dopo una mostruosa ripartenza e a un soffio dalla fine Buballa e ancora Dæhli non capitalizzano ottime situazioni.

Alla fine non c’è spazio per rammaricarsi di un possibile 3-0 ma solo la grande festa del Millerntor e di tutto il popolo del Jolly Roger.

Il pagellone

Himmelmann: due parate prodigiose restituiscono il costume da uomo ragno che fino a ieri sera sembrava rimasto nell’armadio con la naftalina. VOTO 7: disumano

Ohlsson: esce triturato dalla centrifuga di Jatta. Per sua fortuna non tutti gli avversari saranno di questo calibro ma c’è da rimboccarsi le maniche e lavorare. VOTO 5: affanno (dal 79° Kalla sv)

Østigård: non si lascia schiacciare dal peso dell’evento e, nonostante conceda qualcosa a Hinterseer, anche nel momento più difficile non dà segni di sgretolamento. VOTO 6,5: granitico

Lawrence: meno appariscente del compagno di reparto ma unisce le stesse doti di cui sopra a una discreta proprietà di costruzione. VOTO 6,5: costrutto

Buballa: dalla sua parte l’Amburgo spinge meno e il capitano non si lascia sfuggire l’occasione di fare male ogni volta che ne ha l’opportunità, vedi il cross che porta al vantaggio. VOTO 7: pistone

Knoll: unico incontrista in un’orchestra di attaccanti. E’ uno sporco lavoro ma qualcuno dovrà pur farlo. E lui, in più, ci mette lo zampino su tutti e due i gol. Voto 8: totale (dall’83° Diarra sv)

Becker: bravo a rispettare le distanze e a supportare Knoll anche quando la nave sembra imbarcare acqua. Voto 7: ammiraglio

Miyaichi: mezzo punto in meno perché col passare dei minuti si spegne ma questo derby, dopo tante sofferenze, è stato la sua consacrazione. Quando al minuto 32 Leibold deve letteralmente abbatterlo si capisce che non ce ne è per nessuno. Voto 7,5: Yes you can

Conteh: stesso discorso per il mezzo punto in meno ma ha una velocità di categoria superiore. Deve migliore nella costanza di rendimento e nel cinismo delle giocate. Voto 7,5: fast and furious (dal 62° Penney: se la propulsione delle ripartenze non si spegne è anche grazie merito suo. Voto 6,5: benvenuto)

Dæhli: gioca a destra, a sinistra, percuote centralmente, poi ripiega e fa ripartire l’azione. Lancia i compagni e se stesso in serpentine. Nasconde la palla e la fa riapparire oltre l’avversario coi numeri sempre diversi del suo vasto campionario. Voto 8: Houdini

Dimantakos: prima palla utile e subito gol. Si avventa come un avvoltoio sulla preda e manca il raddoppio per una questione di centimetri e stanchezza; si spende in un imprescindibile lavoro di disturbo alla manovra avversaria. Voto 8: what else?

Il tabellino

FC St. Pauli

Himmelmann – Ohlsson (Kalla 79°), Østigård, Lawrence, Buballa – Becker, Knoll (Diarra 83°) – Miyaichi, Møller Dæhli, Conteh (Penney 62°) – Diamantakos

Allenatore: Jos Luhukay

Hamburger SV

Heuer Fernandes – Vagnoman, Jung, Van Drongelen, Leibold – Kittel, Fein, Kinsombi (Dudziak 80°) – Narey (Hunt 46°), Hinterseer, Jatta (Harnik 66°)

Allenatore: Dieter Hecking

Marcatori: 1-0 Diamantakos (18′), 2-0 Van Drongelen (o.g. 63′)

Ammoniti: Diamantakos, Ohlsson – Leibold, Jung

Arbitro: Sven Jablonski

Stadio: Millerntor

Spettatori: 29,226