Fa male dirselo: St. Pauli-HSV 0-4

12/03/2019 Bundesliga |  Autore: Sergio Sorce

È il pezzo che non avremmo mai voluto scrivere, quello di una scoppola casalinga contro l’Amburgo ma “La vita è un gioco di centimetri. E così è il football” diceva Al Pacino in ogni Maledetta domenica e sono stati dei centimetri balordi a condannarci alla disfatta. Ma non solo, sarebbe disonesto fermarsi qui: duelli persi, tanta imprecisione nelle giocate dei pirati, una difesa rabberciata e la velocità di Narey e Douglas Santos, che a un certo punto hanno letteralmente messo le ali.

Al Millerntor si è giocata la partita che non c’era, il derby nell’inferno in cui i cugini si vantano di non essere mai scesi. All’andata avevamo tenuto botta nella tana dell’Amburgo, stavolta siamo crollati un centimetro alla volta (parafrasando Tony D’amato) di fronte a un pubblico che ha sancito la sacralità dell’evento con una coreografia degna di una finale di Libertadores. Era l’occasione per restare agganciati al trenino promozione e invece è stata scritta (forse definitivamente?) la parola fine sui sogni Bundesliga. Restano 4 punti da recuperare all’Union per Meier e soci che a onor del vero sono stati troppo brutti per essere veri.

Dopo un quarto d’ora di studio e una piccola interruzione per l’annebbiamento provocato dai fumogeni degli ultras dell’Amburgo, è Miyaichi a dosare male l’ultimo passaggio sprecando una ripartenza che poteva rivelarsi pericolosa.

I minuti trascorrono lentamente senza sussulti finché Meier raccoglie al volo una corta respinta di van Drongelen e calcia direttamente in porta con Pollersbeck a spasso. Fuori di poco.

Al 32° l’Amburgo passa con la punizione disegnata col goniometro da capitan Hunt che si stampa sulla traversa e finisce sulla testa di Lasogga, bravissimo a ribadire di prima intenzione: 0-1.

Il gol infonde coraggio all’Amburgo, fino a quel momento rintanato, ma è ancora il St. Pauli a sciupare due ottimi contropiedi prima con Neudecker e poi con Miyaichi.

Il rientro in campo è una doccia di stalattiti. Ozkan si inserisce nello spazio lasciato da Kalla e Knoll, Himmelmann chiude i boccaporti in uscita ma la respinta finisce sui piedi di Narey che a porta vuota raddoppia: al 52° è 0-2.

Tre minuti più tardi Allagui ha la palla buona per cambiare l’inerzia della partita ma calcia senza cattiveria un piattone molle e centrale. L’errore segna inconsapevolmente la resa dei pirati perché al 60° Ozcan sfugge per l’ennesima volta a Kalla e mette in mezzo un cross maldestramente rinviato da Buballa sui piedi di Narey. Il centravanti svirgola il pallone che involontariamente finisce tra le fauci di Lasogga: 0-3.

Mentre il popolo del Millerntor non si rassegna alla sconfitta l’Amburgo dilaga col neo-entrato Jatta che coglie la traversa dopo essere scappato (guarda un po’) a Kalla. Ci prova solo Meier con un altro splendido destro di poco fuori ma all’88°, dopo una breve sospensione per i fumogeni stavolta accesi dalla Sudkurve, Douglas Santos chiude la sua bella gara timbrando il 4-0 con un sinistro da fuori area.

Il pagellone

Himmelmann: incolpevole fino al 3-0, anzi sarebbe quasi da s.v., ma nel finale s’imbruttisce e sul sinistro di Douglas Santos non spinge sulle gambe. Voto 5,5: intristito

Buballa: scampoli di coraggio confinati nel primo tempo in qualche discesa ma il rinvio maldestro sul terzo gol chiude i conti e spegne le velleità di rimonta. Voto 5: sghembo

Avevor: alla vigilia sembrava l’anello debole e invece si rivela il più affidabile. Chiusura puntuale in avvio sulla prima delle tante incursioni di Douglas Santos. Mette pezze finché ha stoffa. Voto 6: sarto

Hoogma: lascia fare il lavoro sporco ad Avevor (e già per questo non ci siamo) e non accorcia mai abbastanza sugli esterni. A tratti non si vede, e per un centrale di una squadra in difficoltà non è un bel segno. Voto 5: timido

Kalla: avete presente il lupo che all’inizio de La spada nella roccia non riesce ad acchiappare Semola? Ecco, la sua domenica è tutta lì. Voto 4,5: apnea

Buchtmann: finisce spolpato dalla morsa di Hunt e Mangala. Quando riesce a sgusciare prova la giocata verso compagni poco ispirati. Ma poca roba. Voto 5,5: sogliola

Knoll: perde Lasogga sul primo gol. E poi non basta il look da hipster per essere un boscaiolo del centrocampo. Voto 5: piallato

(dal 85° Flum: s.v.)

Neudecker: è l’uomo da cui ti aspetti la superiorità numerica, il dribbling, l’imbeccata che risolva la parttia ma la sua giornata si riduce a quello che poteva essere e non è stato. Voto 5: peccato

(dal73° Sobota s.v.)

Allagui: si sbatte molto nel primo tempo e molto spesso invano. Poi la palla per riaprire il derby gli arriva ma la spreca come esordiente. Voto 5: disinnescato

(dal 62° Schneider: entra a giochi fatti, quando non c’è più niente da dire. Però non ci si accorge quasi della sua presenza. Voto 5,5: nascondino)

Miyaichi: deve lavorare molto sulla precisione, qualità che da giapponese dovrebbe conoscere molto bene. Voto 5: metti la cera

Meier: ha la faccia del bomber di provincia. Ma della provincia vera, quella di guardalinee senza un braccio e arbitri che dimenticano il taccuino. E del bomber di provincia ha pure il destro di chi può permettersi venti sigarette al giorno e un giro di amari. È al posto giusto negli unici due momenti giusti della partita ma purtroppo si ferma a mezzo metro dalla gloria. Voto 6: amabile

Tabellino

FC St. Pauli

Himmelmann – Kalla, Avevor, Hoogma, Buballa – Buchtmann, Knoll (Flum 85°) – Miyaichi, Allagui, Neudecker (Sobota 73°) – Alex Meier

Allenatore: Markus Kauczinski

HSV

Pollersbeck – Sakai, Bates, van Drongelen, Douglas Santos – Mangala (Jung 90°+1), Janjicic – Narey, Hunt (Jatta 45°), Özcan (Holtby 81°) – Lasogga

Allenatore: Hannes Wolf

Marcatori: 0-1 Lasogga (32°), 0-2 Narey (52°), 0-3 Lasogga (61°), 0-4 Douglas Santos (88°)

Arbitro: Dr Felix Brych

Stadio: Millerntor

Spettaoti: 29,226

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