Vittoria e terzo posto!

15/09/2015 Bundesliga |  Autore: Sergio Sorce

Facciamo un gioco: leggete le interviste rilasciate in press zone da Sobiech, Thy e Ziereis e trovate il denominatore comune.

Lasse Sobiech: “Non ero così sicuro di battere il rigore perché in allenamento non sono solito fermarmi a calciarli ma ho semplicemente preso la palla e scelto il mio angolo pensando bene a come colpirla. La scorsa stagione abbiamo perso molti punti in partite come questa e le vittoria di oggi quindi è ancora più importante. Sapevamo di dover essere pazienti e abbiamo imparato dal campionato scorso. Abbiamo rivisto le nostre tattiche e il nostro approccio con l’obiettivo di concedere il meno possibile. Ora ci aspetta il Braunschweig, una squadra che sta esprimendo un bel calcio. C’è una grande atmosfera”.

Lennart Thy: “Ho cercato la palla senza vedere che cosa succedesse dietro di me e ho sentito una spinta; dal mio punto di vista era rigore. Il Duisburg ha giocato intelligentemente ed è riuscito a non farci giocare e solo verso la fine del primo tempo abbiamo costruito qualche occasione da gol. Siamo stati pazienti e alla fine siamo stati  ricompensati con tre punti”.

Philipp Ziereis: “Il Duisburg è stato un avversario difficile. Hanno cercato sempre la profondità per i loro attaccanti ma siamo rimasti pazienti anche dopo il loro palo. Non abbiamo avuto fretta e credo che, avendo sfruttato le nostre  occasioni, abbiamo meritato di vincere. Coi nuovi innesti è andato tutto bene; Marc (Hornschuh) ha compiuto un lavoro eccellente e anche Jeremy (Dudziak) ha giocato bene. Con entrambi l’intesa è già consolidata”.

Non è difficile. La parola che si ripete come un mantra nello spogliatoio è pazienza. Sappiamo benissimo che il santone responsabile di questa conversione alla religione della calma è Lienen, un vecchio saggio che meno di un anno fa ha preso per mano un vaso pieno di crepe e l’ha rimodellato a sua immagine e somiglianza.
In estate lo scetticismo per una campagna acquisti deficitaria è stato dilagante; le partenza di Daube e Koch prima e Halstenberg, sulla sirena della fine del mercato, avevano indebolito il gruppo. O almeno così pensava la gran parte dei tifosi, compresi noi diciamolo pure, e invece Meggle e i suoi sembrano essersi mossi con parsimonia e idee chiare.

Siamo orfani dei centrali di centrocampo? Bene, responsabilizziamo Alushi e promuoviamo Rzatkowski in questo nuovo ruolo (decisione evidentemente presa nella stanza dei bottoni tra la dirigenza e il tecnico).
Se Rzatkowski arretra in mezzo al campo chi prendiamo come trequartista? Nessuno. Fiducia a Maier e Buchtmann.
E sugli esterni? Sobota ha rinnovato il prestito, bene, ma non basta. Allora via alla scommessa Ryo Miyaichi dall’Arsenal. Lo speedy-giapponese si è rotto? Ok, rilanciamo con la scommessa last minute Piacualt.
Himmelmann è il titolare tra i pali quindi via libera alla partenza di Tschauner, con mille grazie.
Manca una prima punta? Nossignore Nöthe può lasciare Amburgo senza rimpianti perché il riferimento davanti sarà Lennart Thy con Verhoek sostituto naturale. Ah, attenzione, l’attaccante olandese non rimarrà tutto l’anno a giocare scampoli di partita perchè se ha sposato il progetto darà un grande contributo, ne siamo certi.
Non si può rinunciare all’offerta del Lipsia per Halstenberg? Ok, cediamo il pezzo da novanta in nome della politica societaria (che non tutti amano per carità) e rimpiazziamolo con Hornschuh, vecchio pallino di Meggle.

Certo adesso tutto sta andando per il verso giusto e le scelte sembrano azzeccate ma i momenti grigi arriveranno, soprattutto perché siamo solo alla sesta giornata. Bisogna ammettere però che i pirati stanno stupendo tutti con un bottino di 4 vittorie (di cui due in trasferta a Lipsia e Karlsrhue), un pareggio (alla prima, sempre delicata) e una sconfitta (peraltro immeritata a Francoforte).

Il Duisburg, come ammesso ai microfoni nel post partita, è venuto a St. Pauli col chiaro intento di non farci giocare e c’è riuscito per gran parte dei novanta minuti. Il fanalino di coda (2 punti) ha aggredito ogni spazio mantenendo la squadra stretta e corta quanto basta per togliere a Thy i rifornimenti di Alushi e soci e c’è voluta più di un’ora per trovare il grimaldello in grado di scassinare la porta di Ratajczak.
La prima azione è braunweiss col triangolo Buchtmann-Thy-Duziak concluso da quest’ultimo con un sinistro fuori di poco.
Il neo acquisto Duziak è ancora protagonista poco dopo quando addomestica un lancio di Sobota appena dentro l’area, si avvita e conclude di destro senza precisione. Poi Maier, confermato trequartista dietro a Thy, apre il campo per la sovrapposizione di Buballa che arriva sul fondo e mette un cross basso su cui Thy, disturbato da Bajić, non arriva per un soffio.
E’ il nostro momento migliore ma la reazione del Duisburg non si fa attendere e quando Wiegel rientra sul sinistro tutto il Millerntor trema come il palo colpito a Himmelmann battuto. E’ l’unica vera occasione degli ospiti ma è quanto basta per spaventare il popolo del Jolly Roger.
Il St. Pauli non si disunisce e Dudziak, tra i migliori in campo, sradica il pallone dai piedi di Feltsher, Thy s’impossessa della sfera tagliando il campo per l’accorrente Buchtmann ma il destro a giro del numero 10 non trova l’angolo basso. L’azione più bella, a pochi minuti dall’intervallo, è quella iniziata da Alushi che sulla sinistra allegerisce per Dudizak, sponda per Rzatkowski che fa salire Buballa, il terzino spinge ancora fino in fondo e crossa basso all’indietro dove Dudziak s’inserisce col tempo giusto ma senza la necessaria precisione al tiro.

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All’inizio del secondo tempo gli ospiti cambiano volto e in due occasioni sfiorano il vantaggio: prima Wiegel raccoglie una corta respinta della difesa e di sinistro calcia poco fuori dallo specchio, poi un cross dalla sinistra trova Scheidhauer in ottima posizione ma l’attaccante strozza troppo il tiro.
Dopo un’ora di gioco Lienen decide di aumentare la spinta con un doppio cambio: fuori Buchtmann e Dudziak per Maier e Picault.
Le scelte del mister vengono premiate perché al 70° arriva l’episodio chiave che sblocca il match; Sobiech spazza lungo in direzione di Thy, l’attaccante salta alla ricerca della sfera e appena dentro l’area viene spinto da Bomheuer;  il signor Rohde reputa l’intervento troppo irruento decretando il penalty. Sul dischetto si presenta Sobiech, capitano e sempre più leader, che in faccia alla Sudkurve insacca di destro nell’angolo alto alla sinistra di Ratajczak: 1-0!
Lo stadio esplode e passa la paura, il Duisburg non ha forza e idee per reagire e all’87° chiudiamo i conti con Picault che addomestica un cambio di campo dalla destra, si accentra, doppio passo prima di scaricare all’altro neo-entrato Maier che spara un bolide centrale alle spalle di Ratajczak, non esente da colpe: 2-0!

Gioco, partita e incontro. Ora testa all’Eintracht Braunschweig, il primo esame per capire se è solo un buon momento o se ci siamo presentati al gran ballo senza invito.

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Tabellino

St. Pauli – Duisburg 2-0

 FC St. Pauli

Himmelmann – Hornschuh, Sobiech, Ziereis, Buballa – Rzatkowski, Alushi – Sobota (83° Verhoek), Buchtmann (66° Maier), Dudziak (66° Picault) – Thy
A disp: Heerwagen, Keller, Deichmann, Choi
Allenatore: Ewald Lienen

MSV Duisburg

Ratajczak – Feltscher, Meißner, Bajic (46° Bomheuer), Wolze – Albutat (71° Iljutcenko), Holland – Wiegel, Dausch, Bohl – Scheidhauer (78° Onuegbu)
A disp: Lenz, Dvali, Grote, Hajri
Allenatore: Gino Lettieri

Marcatori: 1:0 Sobiech (70° rig.), 2:0 Maier (87°)
Ammoniti: Ziereis, Rzatkowski / Holland, Wolze, Bohl, Meißner
Arbitro: René Rohde
Stadio. Millerntor
Spettatori: 29.546

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