Dura lezione a Lipsia

24/11/2014 Bundesliga |  Autore: Carlo Ghio

RB Leipzig

RB Leipzig

di Sergio Sorce

Il campo ha rispettato il pronostico della vigilia e usciamo sconfitti da un confronto che, al momento, sembrava davvero proibitivo. Il Leipzig è squadra attrezzata per frequentare i quartieri alti mentre il St. Pauli deve pensare a fare punti ovunque per levarsi dal pantano dei bassifondi.

Ciò che colpisce sono i continui cambiamenti operati da Meggle per dare una scossa alla squadra e trovare un equilibrio. Stavolta sceglie i collaudati Ziereis e Sobiech al centro della difesa mentre sugli esterni si vede una coppia inedita di terzini formata da Schachten e Halstenberg.

Nel trio di centrocampo c’è Buchtmann al fianco del giovane Kurt mentre Alushi si piazza vertice alto. Infine la grossa novità di giornata è Thy, finalmente schierato punta centrale, supportato da Rzatkowski e Maier sulle fasce.

I padroni di casa imprimono subito un ritmo insostenibile per i pirati e spaventano Tschauner prima con Poulsen e poi con Frahn. Sembra il presagio d’un destino e infatti al 17° il Leipzig passa in vantaggio. Poulsen, innescato sulla sinistra, taglia tutta l’area come un coltello caldo nel burro, salta mezza difesa e scarica in rete un destro terrificante: 1-0.

La nostra risposta è tutta in un timido destro dalla distanza di Thy. Non c’è reazione ma soprattutto non troviamo le contromisure al pacchetto offensivo avversario e così alla mezz’ora incassiamo il secondo. Boyd, appostato sul secondo palo, riceve un innocuo cross dalla sinistra e di testa scavalca Tschauner mal posizionato: 2-0.

Il primo tempo si chiude nel peggiore dei modi con l’infortunio alla caviglia di Rzatkowski, costretto a uscire per un brutto intervento di Frahn.

Rientrati in campo accorciamo subito le distanze col gol lampo di Alushi che, partito dalla destra, salta secco Sebastian e con un tocco di esterno supera Coltorti. Il 2-1 ridà speranza e sembra riaprire il match.

Ma è un’illusione che dura pochi minuti perché al 53° combiniamo l’ennesimo pasticcio e, dopo un batti e ribatti in area, la palla finisce a Boyd che al volo di destro realizza la personale doppietta: 3-1.

A questo punto le squadre si allungano e in campo aperto i padroni di casa vanno a nozze creando diversi pericoli, tra cui un palo di Poulsen. Al 73° la sfortunata autorete di Verhoek su calcio d’angolo porta al definitivo 4-1 gettandoci in un tunnel sempre più buio.

Prima dei titoli di coda arricchiamo la galleria degli orrori con Budimir che si incarta al momento del tiro dopo aver intercettato un errato retropassaggio.

Si chiude così un pessimo pomeriggio che getta lunghe ombre sulla strada del ritorno. Al di là del risultato ciò che scoraggia è non aver ancora trovato un’identità nonostante gli esperimenti fatti.

D’altra parte non è facile essere fiduciosi se Thy (che nasce attaccante per carità) viene schierato prima punta dopo mezza stagione giocata da terzino. Difficile pensare a delle contromisure se in difesa si sono alternati praticamente tutti gli uomini del pacchetto arretrato. Infine a centrocampo c’è abbondanza di incontristi ma poca qualità e quindi la manovra, affidata principalmente alle folate degli esterni, diventa prevedibile.

Come dice una famosa canzone “io penso positivo perché son vivo e finché son vivo” e non può essere altrimenti considerando quante partite mancano. In un momento così delicato rimangono due certezze: la prima è che c’è tutto il tempo di invertire la rotta e tornare a navigare in acque tranquille, la seconda è che continueremo a seguire la nave dei nostri amati pirati!

St. Pauli
Tschauner Schachten Ziereis Sobiech Halstenberg Kurt (dal 59° Budimir) Buchtmann Alushi Rzatkowski (dal 44° Verhoek) Maier Thy (dal 74° Daube).
A disp. Himmelmann Startsev Sobiech Gorlitz.
All. Meggle

RB Leipzig
Coltorti Teigl Sebastian Compper Jung Kaiser Khedira (dal 87° Hierlander) Demme Frahn (dal 73° Kalmar) Poulsen Boyd (dal 80° Morys).
A disp. Bellot Heidinger Hoheneder Rebic.
All. Zorniger

Reti: 17° Poulsen, 30° Boyd, 46° Alushi, 53° Boyd, 73° Verhoek (autogol)
Ammoniti: Frahn, Khedira, Rzatkowski, Compper, Budimir, Schachten, Verhoek, Ziereis
Arbitro: Manuel Gräfe
Spettatori: 38.660