Quando pirati si nasce…

15/11/2010 FC St. Pauli |  Autore: Samuele B.

Siamo sinceri, non capita spesso che i giornali italiani, sportivi e non, parlino delle vicende calcistiche del  St. Pauli.

Se proprio sono costretti a sconfinare in Bundesliga allora preferiscono celebrare i trionfi del Bayern o incensare i grandi acquisti, che so, dello Schalke, piuttosto che raccontare le imprese della strampalata e “poco canonica” compagine braun-weiss.

Ma non esiste solo il calcio. E questo a Sankt Pauli lo sanno tutti molto bene. Cercare di sopravvivere limitando al massimo i disagi e le disparità sociali in un quartiere difficile è cosa complicata e faticosa.

Ci vogliono buona volontà e idee  intelligenti, da parte di tutti, anche di una società calcistica.

Ed allora ecco che spunta l’episodio che crea scompiglio, che stupisce e che lascia a bocca aperta chi quel mondo non lo conosce o non lo vuol conoscere.

Lo sterminato popolo dei cultori del calcio italico si ritrova la Totenkopf sulla prima pagina dei quotidiani sportivi online e non capisce il perché. Ed allora eccolo, il perché.

In questi giorni la dirigenza del Football Club St. Pauli ha scelto di aprire un asilo infantile all’interno del Millerntor Stadion, per i figlioletti dei tifosi, ma non solo per loro.

Si chiamerà “Piraten Nest” ed a partire da oggi potrà ospitare fino a 100 bambini dagli 0 ai 6 anni.

Tutti i giorni, anche, e soprattutto, in quello delle partite casalinghe.

Un’idea del genere, per come siamo abituati a trattare il calcio in Italia, sembra avere dell’incredibile, quasi come lo sarebbe una classe di catechismo all’interno di uno strip bar (magari sul reeperbahn…).

Mi risulta davvero difficile immaginare una cosa del genere da noi. Risulta difficile a molti.

Forse perché questa scelta, ne sono sicuro, non ha a che fare col semplice e cieco attaccamento ad una squadra di calcio, non è mero e squallido marketing e nemmeno un tentativo  di indottrinare innocenti creature.

Questo è Sankt Pauli!

Stupendo, geniale, quindi niente di strano.

sul vuoto che da sotto mi spinge, brulica il mio nido di bestemmie